Nella progettazione di questa terrazza ai piedi delle alpi Lepontine in val D’Ossola, uno dei punti cardine è stata la ricerca di un aspetto naturale ed una scelta di piante contestualizzata al paesaggio.
Un ulteriore obiettivo era garantire maggiore privacy durante la permanenza in terrazza, utilizzando la vegetazione come elemento di schermatura.
Ridisegnare la geometria attraverso forme sinuose
La terrazza esistente era caratterizzata dalla matrice regolare della pavimentazione e dalle verticalità dei muri di contenimento. Una geometria molto definita che, pur mantenendo la funzionalità dello spazio, non rispondeva all’immagine naturale ricercata dalla committenza.
Per questo abbiamo scelto di intervenire introducendo un sistema di bordure contenitive in acciaio Corten, realizzate in opera e integrate con sistemi per il verde pensile. Il Corten, con le sue tonalità calde e materiche, dialoga con il substrato e con la vegetazione e contribuisce a mettere in relazione il carattere contemporaneo dell’intervento con il contesto naturale e montano.
Le forme sinuose delle bordure giocano su pieni e vuoti, creando spazio per sedute e angoli suggestivi dove vivere e contemplare il nuovo giardino che mira, tra le altre cose, ad aumentare la biodiversità sul terrazzo, incentivando le visite di farfalle, falene, libellule, passerotti, e insetti utili.
Una vegetazione ispirata al paesaggio alpino
La scelta varietale è stata sviluppata per dare vita ad una comunità vegetale in equilibrio, laddove tutte le piante coltivate sono legate a doppio filo le une alle altre, avendo cura di impiegare varietà con le stesse esigenze agronomiche, colturali, e simili necessità idriche.
La comunità vegetale pensata si articola su tre livelli di piante: le tappezzanti coprisuolo, che andranno a competere con le infestanti per i primi cm di substrato disponibile, creando un tappeto profumato e ricco, ad esempio col Timo serpillo, poco sopra incontriamo le erbacee perenni e le graminacee ornamentali che ispirate alla flora alpina, vedi le Potentilla fruticosa, gli Echinops bannaticus, le Solidago, strizzano l’occhio ad un aspetto ornamentale di alto valore.
Salendo nell’allestimento troviamo poi i piccoli arbusti: gli Osmanthus, i Teucrium che daranno leggibilità e corpo all’allestimento anche durante le stagioni più fredde e prive di vegetazione attiva, ed in ultimo, troviamo le Thuje smaragd, delle cupressacee dal caratteristico portamento colonnare che conferiscono struttura e verticalità, al progetto, affiancate, anzi enfatizzate dall’unico esemplare di Acer palmatum sango kaku che in inverno tinge i suoi rami di colore del corallo, regalando ai committenti delle vere e proprie fiammate di interesse anche e a maggior ragione, in presenza di neve.
Un progetto pensato per evolvere
Il risultato è una terrazza che conserva alcuni elementi esistenti e le proprie funzioni, ma acquista una nuova identità.
L’orto, le aromatiche e le officinali rendono lo spazio produttivo; le sedute e i percorsi lo trasformano in un ambiente da vivere; la vegetazione frangivista aumenta la privacy; le diverse specie ornamentali costruiscono un paesaggio che cambia durante le stagioni.
Il Corten introduce un linguaggio contemporaneo, mentre la vegetazione richiama il carattere naturale del paesaggio alpino circostante.
Un progetto nel quale la terrazza non viene semplicemente arricchita di piante, ma ripensata come un vero giardino: uno spazio destinato a crescere, cambiare e acquisire carattere nel tempo.
Sfide
- Riqualificare una terrazza esistente valorizzando gli elementi ancora funzionali.
- Mitigare la geometria dello spazio, introducendo forme più morbide e naturali senza modificare la struttura esistente
- Garantire privacy attraverso il verde, schermando le visuali nei punti necessari senza chiudere il rapporto con il paesaggio
- Integrare funzioni diverse, dall’orto al relax, all’interno di uno spazio unico e coerente
Scelte progettuali
- Bordure contenitive in acciaio Corten dalle forme sinuose, realizzate in opera e integrate con sistemi per il verde pensile, per organizzare lo spazio e attenuare la rigidità della pavimentazione
- Una comunità vegetale stratificata, con tappezzanti, erbacee, graminacee, arbusti e specie verticali scelte in funzione delle loro esigenze e del carattere naturale ricercato
- Vegetazione frangivista posizionata strategicamente, per aumentare la privacy mantenendo aperte le visuali verso il paesaggio.
- Recupero dell’orto verticale e delle piante esistenti, integrati con nuove aree dedicate ad aromatiche, officinali e orticole.







